Il regno dei cieli

Prima della Creazione esisteva solo l’Infinito – Or – Ein Sof che riempiva tutta l'”E/esistenza”. Quando “vi fu/sorse” la Volontà di Dio di/per creare mondi ed emanare l’emanato … Egli “Si contrasse” (in ebraico “Tzimtzum”): nel punto, al centro, nel centro stesso della Sua luce, Egli limitò quella luce: allontanandola ai lati che circondavano il punto centrale, cosicché rimanesse un vuoto, uno spazio vuoto “indefinibile”, lontano dal punto centrale … Dopo questo tzimtzum … Egli estrasse dall’Or Ein Sof; una singola linea retta [di luce], dalla Sua luce circostante, da sopra a sotto, e “formò per gradi/concatenò giù” … scendendo “in quel vuoto” …. Nello spazio di quel vuoto Egli emanò, creò, formò e fece tutti i mondi. (Etz Chaim – Rabbi Moshe Miller, The Great Constriction )

vuoto

La materia, per la moderna fisica quantistica, è composta di vuoto. In fisica l’Energia di vuoto è un’energia presente in stato latente nello spazio ed è legato ai vorticosi fenomeni di creazione e annichilazione di particelle che si verificano quando si cerca di osservare il vuoto a delle distanze estremamente piccole in cui gli effetti quantistici entrano in gioco in modo decisivo. L’energia del vuoto provoca l’esistenza di tutte le forze fondamentali. Il “sacro seme” di Dio che è nascosto nel vuoto di tutto ciò che è creato.
Tao, Vuoto, Etere e Akasha. Non sono altro che etichette, idee a rappresentare questo vuoto, denso potenziale inespresso al quale accedere anche solo per pochi secondi ci porterebbe presto all’illuminazione. Il significato delle parole Etere e Akasha è splendore, che in effetti ricorda la Or – Ein Sof nella Kabbalah ebraica. Un punto di partenza comune da esplorare nei futuri post. Tzimtzum (o tzim tzum) è un’antica parola ebraica (צמצום) che significa letteralmente “ritrazione” o “contrazione” ed è utilizzata originariamente dai cabalisti in riferimento all’idea di una “autolimitazione” di Dio che si “ritrae” nell’atto della creazione del mondo. Il termine è specialmente usato negli insegnamenti della Cabala lurianica per spiegare la rispettiva dottrina di Dio che iniziò il processo della Creazione “contraendo” la sua Luce infinita per permettere che si producesse uno “spazio concettuale” dove reami finiti e apparentemente indipendenti potessero esistere. Questa primordiale contrazione iniziale, formante un Khalal/Khalal Hapanoi (“spazio vuoto”, חלל הפנוי) nel quale si potesse irradiare nuova luce creatrice, viene indicata con riferimento generale come il Tzimtzum. (wikipedia)

La creazione è illusione dell’esistenza di “Altro”, ma intimamente è Uno. Potrei spingermi a dire Uno, vuoto.
L’universo è dunque illusorio esternamente ma internamente è reale poiché contiene Dio.

 

68 Chalal: Spazio vuoto
64 Noga: luce, splendore
58 Nogah: splendore, luminosità
106 Qav: Linea che scende da vuoto prodotto dalla restrizione

 

 

One Reply to “Il regno dei cieli”

  1. Complimenti per questo Blog ispirante e per l’ottimo post! Al mio sentire la Restrizione, il “ritirarsi” della divinità per permettere alla Luce di emanare, creare e formare i Mondi, è sempre apparso come un grande gesto d’amore. Negarsi, in qualche modo, per lasciare che qualcosa di “altro da sé ” si possa manifestare. Ecco perché qualcuno lo chiamava “Padre”…

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *