Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare

Il desiderio rappresenta realmente la nostra qualità intrinseca. La materia di cui siamo fatti. Ciò che ci fa funzionare. Siamo tutti desideri ambulanti che cercano costantemente di soddisfare le proprie esigenze. Se non fosse per un desiderio interiore, gli esseri umani non muoverebbero neppure un dito.
Alcune persone desiderano l’appagamento sessuale, altre quello intellettuale, alcuni religioso, altri materiale, alcuni la fama, altri l’illuminazione, alcuni hanno sete di viaggi e avventure, altri di solitudine, alcuni cercano beni materiali e denaro, altri rincorrono gli allori accademici.

Secondo la Kabbalah il desiderio umano opera su tre livelli:
Primo Livello – Le persone che si trovano al primo livello si servono del pensiero razionale, allo scopo di assecondare il loro desiderio animale.
Secondo Livello – Questi desideri cercano di soddisfare esigenze che non appartengono al regno animale, come l’onore, il potere, il prestigio, il controllo sugli altri.
Terzo Livello – Desideri volti essenzialmente alla sfera razionale, ciò include il desiderio di saggezza, sapienza e la ricerca di risposte.
Questi tre tipi di desiderio si ritrovano in ciascun rappresentante della razza umana; tuttavia in ciascun individuo si mescolano in proporzioni diverse, e ciò spiega le differenze che esistono tra un essere umano e un altro.

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Un Vaso: nel linguaggio della Kabbalah si parla del desiderio come un VASO. Anche se alla fine ci può essere un limite al nostro appetito, non esistono limiti al nostro desiderio. Viviamo con una sorta di pilota automatico inserito, mossi dal costante bisogno di appagare i desideri che abbiamo nel cuore e nell’anima.

Desiderare la felicità rappresenta la nostra vera essenza, anche se può significare cose diverse per ciascuno di noi.

Il nostro pensiero è un risultato del desiderio. E’ importante considerare ciò che desideriamo e come esso si riflette su ciò che pensiamo.
Il pensiero ha un ruolo molto importante. Accrescere il desiderio, perché il desiderio ristagna e non avrebbe la forza di espandersi e operare nella giusta direzione è una delle indicazioni più importanti.
Quando si pensa e si riflette su un fatto, il desiderio chiede al pensiero di fornirgli consigli e strategie affinché il desiderio sia realizzato, allora il desiderio si accresce e si espande, e di fatto opera proprio alla sua realizzazione.

 

408 CHESHEQ = Forte desiderio
412 TAAVAH = Desiderio intenso, passione.
811 TESHUQAH = Forte desiderio, attrazione.

 

 

One Reply to “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare”

  1. Splendido! Trovo che parlare di desiderio in questo periodo di crisi, prima di valori che di tipo finanziario ed economico, sia importante. Sul ruolo del pensiero nei confronti del desiderio, ti confermo che, personalmente, solo quando ho messo i miei pensieri (e quindi i miei comportamenti, le priorità nel quotidiano, i cambiamenti da operare nel relazionarmi agli altri…) giù per iscritto, delineando obiettivi, modalità e strategie, ho potuto cominciare a dare realizzazione ai miei veri desideri, che appartenevano soprattutto al terzo livello, ma con ripercussioni anche sul secondo e il primo. Una domanda: la facoltà razionale di cui parli a proposito del primo livello di desideri è la stessa che menzioni in riferimento al terzo? Credo che nel primo caso basti infatti la “mente animale”, quella di sopravvivenza, mentre nel secondo ci voglia quella che io definisco “mente superiore”, dove questo aggettivo non ha connotazioni moralistiche, ma indica una vibrazione più alta: la capacità cioè, di veicolare molta più informazione su tutti i piani. Grazie per il tuo contributo, continua a pubblicare queste perle di profondità ! Un abbraccio.

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